Lanzarote e Fuerteventura

Blog - Ultimi viaggi

Appunti di vacanza: Fuerteventura e Lanzarote.

“Possiamo visitare due isole delle Canarie: Lanzarote e Fuerteventura in quattro giorni? Vediamo se è possibile”.

Premessa:

Trovandoci già in vacanza a Gran Canaria e precisamente nella capitale Las Palmas, siamo partiti da qui. Abbiamo preso un taxi per l’aeroporto, (25 minuti per 32€, con il bus 60 solo 6€ a testa), ma avendo trolley e zaino a seguito la nostra scelta è stata obbligata.

Il piano del viaggio è quello di arrivare a Fuerteventura in aereo, affittare una macchina per andare a Corralejo e imbarcarsi per Playa Blanca e iniziare da lì il nostro percorso. Chiaramente avevamo già acquistato i biglietti aerei e prenotato on line la macchina, il traghetto e un albergo ad Arrecife (Lanzarote) per una notte ed un albergo a Puerto del Rosario (Fuerventura) per due notti.

 

1° giorno – 18 Dicembre 2019

(Gran Canaria – Fuerteventura – Lanzarote)

Las Palmas de Gran Canaria, taxi, aeroporto, partenza alle 9.20 con volo CanaryFly per l’isola di Fuerteventura. Arrivo alle 10.00 puntualissimi in aeroporto, affittata auto da AutoReisen e percorso in macchina il tratto fino a Corralejo, alle 12.15 imbarco macchina sul traghetto per Playa Blanca, infine, alle 13.10 siamo arrivati sull’ isola di Lanzarote.

Corralejo: è una città della costa nord-orientale di Fuerteventura, una delle Isole Canarie, in Spagna. È nota per il Parco Naturale della dunas di Corralejo con spiagge ventose e dunose come Playa del Moro. Il Parco ospita fauna selvatica in via di estinzione e Montaña Roja, un vulcano con scorci panoramici. La città, un antico villaggio di pescatori, è costellata di ristoranti e bar. La vicina isola di Lobos è una riserva naturale con uccelli rari.

Play Blanca: è una località turistica dell’isola di Lanzarote nell’arcipelago delle isole Canarie. Fa parte del municipio di Yaiza ed è situata nell’estremo sud dell’isola e ha circa 12000 abitanti stabili impiegati in massima parte nell’attività turistica.

Dunque: sbarcati a Playa Blanca, con i bagagli ancora in macchina, iniziamo il nostro viaggio con la visita del Nord di Lanzarote e delle seguenti località alcune delle quali consigliate da tutte le guide.

Jardin de cactus (€5,85) (pranzo al ristorante del giardino) nei pressi c’è Charco del Palo, con 3 piscine naturali formate dalle scogliere vulcaniche. Jameos de agua (€7.60) e Cueva de los Verdes.

La parola “jameos” si riferisce alle grandi voragini nei tunnel di lava, che si sono formati durante le ultime eruzioni vulcaniche. Jameos del Agua fa parte di un tubo di lava lungo 6-7 km, insieme ad un’altra attrazione sull’isola chiamata Cuevas de los Verdes.

Il nostro percorso ci porta al Il Mirador de Rio (panorama isole La Graciosa, Montana Clara, Alegranza) da visitare il ristorante bar panoramico “paragliding launchsotto il parcheggio circolare.

Poi passiamo per Teguise (bella piazza e chiesa) nei pressi c’è il castello di Guanapay o Castillo di Santa Barbara. Lungo la strada per Arrecife si incontrano caratteristici villaggi come Nazaret e Tahiche. Verso le 18.00 arriviamo al nostro Albergo Hotel Lancelot ad Arrecife.

Cena al “ Bodegòn los Conejeros” dove abbiamo mangiato una zuppa di pesce da leccarsi i baffi”.

Arrecife capoluogo di Lanzarote ospita circa la metà degli abitanti dell’isola, con una popolazione di circa 60.000 abitanti, e vanta una grande quantità di negozispiaggeparchivialilocali notturni e tutto il trambusto urbano che ne consegue. La città una volta, piuttosto ottimisticamente, è stata descritta come “La Venezia dell’Atlantico’, ma diciamocelo, in termini di architettura, per non parlare dei gondolieri o dei corsi d’acqua, con la nostra Venezia ha poco da spartire. Tuttavia, la città ha un centro molto pittoresco, che si concentra intorno a El Charco, le principali passeggiate sul lungomare e i vari parchi, e può anche vantare un interessante patrimonio storico.

 

2° giorno – 19 Dicembre 2019

(Lanzarote – Fuerteventura)

Ore 9.00 colazione in albergo, ripresi i bagagli, si parte per visitare la parte sud di Lanzarote, per arrivare a Playa Blanca che è all’estremo sud dell’isola per imbarcarci e tornare a Fuerteventura.

Per strada incontriamo il villaggio di San Bartolomè, poco dopo ci fermiano a visitare la Casa Museo del Campesino, un museo e monumento dedicato alla storia agricola locale, che ospita negozi e un ristorante sotterraneo.

Nei pressi c’è la splendida spiaggia di Caletta Famara, vicino alla sua bellissima spiaggia, paradiso dei surfisti, c’è un villaggio che al contrario sembra ancora poco turistico. Passando per il villaggio de La Santa siamo entrati nel territorio del parco Nazionale di Timanfaya che da solo vale una visita a Lanzarote. Abbiamo visitato il Museo del Parque Nacional de Timanfaya o Montanas del Fuego, ospitato in una bianca struttura moderna, quasi nascosta nell’immenso territorio lavico solidificato. Tutto il territorio del parco è pieno di crateri e caldere che attestano la derivazione vulcanica della zona. Poco dopo il museo, lungo la strada, ci si fermiamo per pagare la gita in bus (€10 a testa) e arriviamo alla Islet of Hilario, che quasi come un isola nella lava solidificata ospita il parcheggio per macchine e bus e un ristorante dove puoi mangiare la carne cotta direttamente da graticole poste su pozzi che sfruttano direttamente il calore del sottosuolo. Qui inizia la gita su enormi bus che solo loro sanno guidare con tecnica e precisione, sfiorando spesso rocce acuminate su quella stretta lingua di terra asfaltata, che si incunea tra le colate laviche. All’esterno del ristorante, viene dimostrata la presenza sotterranea di calore: fascine di legna che bruciano da sole quando vengono buttate in una buca del terreno e forti getti di acqua tipo geyser quando si inserisce acqua fredda in fori predisposti. Durante la gita in bus nel Parco Nacional de Timanfaya (30 min) sul Camino Pista Rural del los Volcanes, sembra di attraversare panorami lunari. Le spiegazioni della guida che hanno come sottofondo musicale le note di “Così parlò Zaratustra”, ricreano un atmosfera fantascientifica decisamente emozionante. Durante il tragitto, brevi soste consentono di scattare foto, dal bus, nei punti più caratteristici.

Il parco nazionale Timanfaya è un parco nazionale esteso sulla porzione meridionale di Tinajo e sulla porzione settentrionale di Yaiza, nelle Canarie, in Spagna. Il parco occupa una parte consistente del quadrante sud-occidentale dell’isola di Lanzarote. Esteso su una superficie di circa 51,07 km², giace su un substrato geologico esclusivamente vulcanico. Le più grandi eruzioni avvennero fra il 1730 ed il 1736. L’attività del vulcano continua, come proverebbero le temperature rilevate ad una profondità di 13 metri sotto la superficie e che oscillano fra i 100 ed i 600 °C. Nel 1993, l’UNESCO ha riconosciuto a quest’area la qualificazione di riserva biosferica. Timanfaya è visitato ogni anno da quasi un milione di persone e il giro in cammello tra i vulcani Lanzarote è senza dubbio una delle immagini più classiche di Lanzarote. Esso combina l’esotismo dei trasporti con i dintorni spettacolari.

Usciamo dal parco pienamente soddisfatti da cotanta bellezza per riprendere la strada per Playa Blanca. Incontriamo il villaggio sul mare di El Golfo, dove nei pressi del ristorante El Siroco dove abbiamo pranzato c’è un sentiero che porta in un punto panoramico con vista sul El Lago Verde.

Poi la La Hoya dove c’è il Mirador de las Salinas del Janubio.

La laguna Janubio è stata creata da eruzioni vulcaniche di Montanas de Timanfaya tra il 1730 e il 1736. I flussi di lava hanno formato una barriera che chiude la baia che era in quella posizione. La laguna ha un diametro di circa 600 metri ed una profondità di 3 metri. Le saline sono state costruite sulle rive della laguna, dove si sono formati depositi di sale naturali.

Visitiamo un tratto di costa molto particolare chiamata Los Hervidereos, aspra e vulcanica nota per le onde che si infrangono sulle grotte marine e le viste caratteristiche. Arrivati a Playa Blanca visitiamo

Il Castillo de las Aguila (da visitare, la prossima volta il Museo subacqueo con sculture a 12 metri di profondità e barriere coralline artificiali per attirare la fauna €12 + noleggio attrezzatura e trasporto, però, solo per esperti di immersioni) e Punta del Papagayo con grotte e spiagge bellissime. Alle ore 17.35 prendiamo il Traghetto per corralejo, poi alle 18.00, in macchina raggiungiamo il nostro albergo a Puerto del Rosario capoluogo di Fuerteventura. Cena al ristorante “Casa Toño Restaurante”.

 

 

3° giorno – 20 Dicembre 2019

(Fuerteventura)

Ore 9:00 colazione in un bar sul lungo mare vicino all’albergo, poi zaino con macchina fotografica e tablet con google maps attivato (con certe tecnologie moderne è molto facile viaggiare) ripartiamo con la nostra macchina per l’ escursione a Nord-est di Fuerteventura.

Dopo pochi chilometri ci troviamo nel Parque Natural Corralejo, splendide dune con sabbia dorata finissima, Km di spiaggia libera, frequentata dai surfesti. Sosta al bar “la siesta” della Grande spiaggia la oliva”. Le dune più grandi delle Canarie sono a Fuerteventura.

Il Parco Naturale di Corralejo è il luogo ideale per godere della bellezza del deserto dell’isola di Fuerteventura. Questa fascia costiera di 2,5 per 10,5 km, ubicata nel nordest dell’isola, è divisa in due parti che contrastano tra loro armoniosamente. Nel nord, accanto alla località turistica di Corralejo, si trova il più grande campo di dune delle isole Canarie, una vasta distesa di sabbia bianca lambita dalle acque turchesi dell’oceano Atlantico. Il settore meridionale è l’opposto: vulcanico, dai colori ocra e rossi, le forme rugose e suggestive. L’autostrada FV-1 che collega il capoluogo, Puerto del Rosario, con la cittadina di Corralejo, passa di qui, ma si deve lasciare la macchina sul ciglio della strada ed entrare nel parco a piedi. Per godersi delle spiagge di Corralejo è necessario portarsi un asciugamano, acqua crema solare, un aquilone e, se non sei nudista, anche un costume da bagno. Per ammirare il paesaggio vulcanico è necessario indossare degli scarponcini e salire i 300 metri del vulcano Montaña Roja, e portarsi la macchina fotografica per catturare le immagini delle isole di Lanzarote e La Graciosa che spuntano dal mare.

Riprendiamo il viaggio spostandoci verso Los Lagos sul versante nord-ovest dove c’è una spiaggia molto bella ventilata con scogli, la “Playa de la Concha el Cotillo”, chiamata così perchè i lati rocciosi della spiaggia vanno a disegnare una grande conchiglia (concha) che racchiude un’area di mare, oceano, di un colore verde smeraldo. Sabbia bianca finissima, acqua limpidissima e bassa, vento forte, come sempre, e, per difendersi dalle raffiche esistono delle protezioni in pietra a forma di ferro di cavallo, nelle quali ci si può distendere e lasciare i teli da bagno.

Nei pressi c’è il villaggio di El Cotillo che è un grazioso paesino marinaro, con molti ristoranti. Ci spostiamo a La Oliva dove visitiamo la chiesa e la Casa de los Coroneles.

La Casa de los Coroneles, costruita nella seconda metà del XVII secolo da parte di Ginès de Cabrera Bethencourt (1650-1722), è un maestoso edificio del potere sopravvissuto fino ad oggi come uno dei più importanti elementi architettonici del patrimonio artistico delle Isole Canarie. Questo palazzo, noto nel comune di La Oliva anche come la “casa de la Marquesa”, è senza dubbio l’edificio più rappresentativo della zona.

Raggiungiamo il Mirador de Morro Velosa (668 m), punto panoramico a 360° al centro dell’isola, che regala sensazioni di spazio infinito, per passare a visitare Betancuria città storica inserita in un bellissimo palmeto.

Betancuria è un comune spagnolo di 713 abitanti situato nella comunità autonoma delle Canarie, sull’isola di Fuerteventura. Si tratta del primo nucleo abitato fondato dai colonizzatori spagnoli e prende il nome da Jean de Béthencourt, che la fondò nel 1405 facendo costruire degli alloggi per i militari e una cappella. È stata il capoluogo dell’isola di Fuerteventura fino al 1834. Nei prssi a Vega de Río Palmas si trova l’Eremo de la Virgen de la Peña, patrona dell’isola di Fuerteventura.

Lasciata Betancuria il nostro itinerario ci porta ad Antigua dove visitiamo il museo del formaggio majorereo, tra piante grasse, palme e draghi delle Canarie ed infine un bellissimo mulino a vento.

In serata torniamo Puerto del Rosario e al nostro albergo. La sera cena al “El Bounty del Muelle” piccolo ristorante gestito da un Italiano, passeggiata serale e pernottamento.

 

4° giorno – 21 Dicembre 2019

(Fuerteventura – Gran Canaria)

Ore 9:00 colazione nel solito bar sul lungo mare vicino all’albergo Check-out e via in macchina fino all’estremo sud dell’isola a Morro Jable con un un centro storico vivace e caratteristico, porticciolo turistico e una magnifica duna di sabbia: puro divertimento per grandi e piccini. Appena fuori il centro c’è una fila infinita di alberghi e negozi di lusso, una spiaggia enorme “Playa del Matorall”, un oasi protetta a bassa vegetazione ed un faro.

Morro Jable: Nella zona più a sud di Fuerteventura – cioè l’estemità meridionale della cosiddetta penisola di Jandia – troviamo la cittadina di Morro Jable, affiancata dall’omonima spiaggia.

Morro Jable – originariamente una piccola località di pescatori – è ormai diventato un centro urbano in continua espansione, in cui sorgono continuamente nuovi hotels, alberghi, villaggi vacanze ed altre strutture organizzate per il turismo. Dal porto della cittadina partono i traghetti per Gran Canaria. La spiaggia nei pressi di Morro Jable – chiamata anche spiaggia di El Matorral – offre bellissima sabbia fine ed acque turchesi, e si propone certamente come una delle più grandi e godibili dell’isola. Sulla costa di Morro Jable svetta ben visibile il noto Faro (detto anche “Faro del Matorral“), importante per i navigatori e bello da vedere; la zona nei pressi del faro è molto frequentata da naturisti.

Lasciamo Morro Jable per visitare la Spiaggia “Playa de Sotavento de Jandía” che è la più famosa, bella e spettacolare playa di Fuerteventura, Sotavento è una playa molto particolare, lunga quasi venti km in tutta la sua estensione. Sotavento inizia a sud di Costa Calma e si allunga sino quasi a Morro Jable, è suddivisa in varie parti: Playa Barca, Risco el Paso e Playa de Jandia. E’ un vero incanto e vi si trovano delle piscine naturali profonde poco più di un metro in cui ci si può rilassare e godere dello splendido mare di Fuerteventura. Queste lagune naturali sono caratterizzate da colori stupendi e mostrano tutta la loro bellezza se ammirati dall’alto. Il mirador di Butihondo è sicuramente il luogo perfetto per godere di questo spettacolo ed è raggiungibile facilmente in auto dall’uscita del Malnombre. La grande particolarità di Sotavento oltre all’estensione è la marea, che con l’alzarsi e abbassarsi nell’arco della giornata forma lagune dai colori splendidi delle più svariate tonalità. Sotavento è raggiungibile in macchina e alcuni chioschi, dove è possibile sorseggiare una birra oppure un aperitivo, rendono questo luogo perfetto per giornate di relax indimenticabili. A rendere il tutto ancora più suggestivo sono alcune dune di sabbia bianca all’estremo sud della spiaggia.

Dalla parte opposta delle montagne esiste un altro paradiso: la Spiaggia di Cofete. Nella costa sud di Fuerteventura, dove non ci sono urbanizzazioni nè asfalto, dove la vetta più alta dell’isola e nascosta da un’impressionante catena montuosa, si trova uno dei luoghi più belli e dalla natura più selvaggia dell’ intero arcipelago: Cofete, eletta da turisti europei e non, come la più bella spiaggia di Spagna. Famosa per la sabbia bianca e fine, e per le tumultuose acque, il paesaggio solitario ha un che di misterioso, che ha ispirato diversi racconti noir.

Andiamo anche noi dall’altra parte dell’isola per visitare La Pared un piccolo villaggio nei pressi di scogliere stupende e una spiaggia di 500 metri incontaminata come la playa de la pared, nei pressi il mirador del la pared per osservare un mare burrascoso molto emozionante. Piccoli scoiattoli vengono a prendere il cibo dai turisti. Poi puntiamo verso l’interno e ci fermiamo al Mirador astronomico de Sicasumbre un punto panoramico con vista a sud su tutta la penisola della Jandia e gran parte della parte centrale. Visitiamo Payara che ha una chiesa bellissima con richiami a motivi aztechi nel portale d’ingresso. Passiamo per Tuineje e Antigua per raggiungere Caleta de Fuste una località sul mare, rinomata per i campi da golf e la spiaggia riparata, ubicata in un’insenatura nei pressi del porticciolo turistico. Nelle vicinanze sorge El Castillo, una torre difensiva del XVIII secolo. Alle 18.00 riconsegniamo la macchina presa in affitto ed alle ore 20.00 voliamo per Las Palmas de Gran Canaria. Si torna a casa…

Concludendo, credo che si possano visitare Lanzarote e Fuerventura in quattro giorni.

Ma per vedere tutte le località più importenti ed alcune poco conosciute, e fare il bagno in quelle spiagge stupende, serve almeno qualche giorno in più.

Buon Viaggio… 

 

Luigi Pomponi